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La differenza – cito a memoria – non è tanto tra credenti e non credenti, affermava il cardinal Martini, ma fra persone pensanti e quanti non lo sono. È di questi giorni, la notizia, che si trovano in vendita bambolotti in materiale plastico, in tutto simili a neonati o poco più grandi, per coppie che non possono avere figli. Non c’è che dire: all’idiozia non c’è alcun limite. Allora io credo che quel bambino nato a Betlemme duemila anni fa, e che per i credenti è il Dio fatto uomo, forse ha ancora qualcosa da dirci. Ha qualcosa da dirci un Dio che per rivelarsi assume la fragilità e l’ordinarietà della nostra stessa condizione.
“Meglio essere violenti, se c'è violenza nel nostro cuore, che indossare il manto della non-violenza per coprire l'impotenza." (Karamchand "Mahatma" Gandhi). Sono in molti, in queste ore, ad indossare il manto della non violenza, dopo quanto accaduto al Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi. Allora dobbiamo dirlo con schiettezza: non ci si improvvisa non violenti all’ultimo momento; per tornaconto, magari strumentalizzando un episodio esecrabile, soltanto perché viene colpito un esponente di spicco della vita pubblica. La politica, tutta, la politica, ma non solo, ha bisogno di fare una seria autocritica a questo riguardo. Prima ancora che le mani, bisogna disarmare i cuori.
Forse è prematuro per asserirlo con certezza, ma credo proprio che il giocattolo si sia rotto definitivamente. Dopo l’imponente manifestazione di ieri a Roma, organizzata da cittadini comuni, una ventata di libertà ha iniziato a spirare in questo stanco Paese. Non so cosa ci attenda per il futuro. Le resistenze al cambiamento saranno ancora molte, ma non credo di esagerare, affermando che niente è come prima. Che cittadini di ogni estrazione sociale; giovani e meno giovani, si riapproprino della voglia di esserci e di contare, in numero così grande, è una cosa che mi riempie di gioia.
20 nov 2009

SOR'ACQUA

Laudato si’, mi Signore, per sor’Acqua, la quale è multo utile et umile et preziosa et casta. Sì, Francesco poteva cantare in questo modo, la presenza preziosa di questo bene che deve essere indisponibile, per poter essere di tutti. Quand’ero bambino, e mi capitava di abbeverarmi a qualche sorgente nel bosco, mai avrei pensato che un giorno si sarebbe posto il tema della privatizzazione dell’acqua. Ricordo ancora quando iniziò a scorrere dentro casa, da un unico rubinetto, quello di cucina. Avevo soltanto quattro anni, ma lo ricordo come fosse adesso: una cosa fantastica! Non dover più andare alla fontana per approvvigionarsi.
14 nov 2009

IL CANE DI ESOPO

E ridaigli! Riflettendo sulla proposta di riduzione dei tempi per i processi presentata in questi giorni, mi tornano alla mente certe scene di film (ora non ne ricordo uno in particolare) nel quale il furbo della compagnia è intento a dividere il malloppo di qualche colpo con i compari. Distribuendo il denaro fra i complici, si premura di contarsi due volte, mentre i compari li conta una volta soltanto, e riesce perfino a farsi passare come persona irreprensibile. Ecco, mi pare di assistere alla stessa scena, quando sento in TV, spiegare che il ddl è stato pensato per risolvere il problema di tanti cittadini.
Personalmente, non mi straccio le vesti, per la sentenza della Corte europea dei diritti dell’uomo sul crocifisso. Osservo con un certo stupore, e con un certo malessere, la condanna, pressoché unanime e bipartisan, della sentenza. Avrei voluto vedere la stessa unanime indignazione, e condanna, quando fu varato il pacchetto sicurezza, quando furono respinti in mare gli immigrati, di fronte alle tragedie che insanguinano in ogni parte il mondo. Per le migliaia di persone che anche in Italia non riescono a giungere a fine mese. Per certa politica e certi politici che furoreggiano nel Bel Paese.
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