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È morto e non doveva accadere. Elvis è morto, addormentato dalle esalazioni di un braciere usato per riscaldarsi. Con lui è morto anche il suo sogno di bambino: fare da grande l’ingegnere. E chi può dire, cosa avrebbe potuto realizzare da grande? Una cosa è certa: quando un bambino muore, un pezzo di futuro è tolto all’umanità. Quindi a noi tutti.  E allora oggi siamo più poveri, perché ci manca Elvis e il suo sorriso; e siamo anche più colpevoli dell’altro ieri, perché abbiamo permesso che accadesse. Povera ma dignitosa è stata definita la mamma di Elvis. E certo, tante volte, la povertà più vera, è quella che resta nascosta ai nostri occhi. Magari è la povertà del nostro vicino di pianerottolo, quello che incontriamo ogni giorno, quello che ci saluta, quello che in qualche modo fa parte del nostro quotidiano e che noi non sappiamo comprendere. Allora è decisivo saper aprire gli occhi, farci più attenti, a cominciare proprio dalle persone che ci sono più prossime, senza per questo dimenticare tutte le altre. In ogni città, in ogni quartiere, in ogni via, esistono persone che faticano a vivere. È necessario avere un cuore grande, uno sguardo acuto e tanta…
Non c’è dubbio alcuno; la decisione della Corte Costituzionale che boccia senza appello il Lodo Alfano è una buona notizia, di quelle di cui rallegrarsi. È come il farmaco atteso ed invocato nel bel mezzo di una pestilenza. Sappiamo però che non basterà perché la malattia è profonda ed ha intaccato a fondo l’organismo del nostro Paese. Che però il massimo organo costituzionale abbia ribadito un principio di fondo, ossia l’uguaglianza di tutti i cittadini davanti alla legge, è una cosa che ridà speranza e che contribuisce a confutare l’arroganza di chi, immaginandosi un nuovo re Sole, soltanto perché ricco e potente, vorrebbe stravolgere a colpi di maggioranza l’assetto istituzionale italiano.
Domani si celebra il Santo di Assisi, un santo che mi è molto caro. Quello vero, però, non quello un po’ svampito, un po’ hippy e sdolcinato come talvolta è stato rappresentato. Una persona, Francesco d’Assisi, che ha preso davvero seriamente il vangelo e il messaggio profondo di fraternità e di dono verso l’altro, qualunque altro.
01 ott 2009

ITALOCENTRICI

Sarà anche perché mi è rimasta nel cuore dopo averla visitata nell’ormai lontano 1986, ma che del terremoto che ha colpito la terra indonesiana, nella città di Padang e dintorni, se ne sia parlato soltanto per poche decine di secondi, nel telegiornali, e abbia avuto scarso rilievo sulla stampa, mi ha letteralmente schifato. Per altro non è una novità assoluta.
21 set 2009

FUORI DAL CORO

Ci sono cose che non sta bene dire, che magari in molti pensano, ma che insomma… è meglio tacere. Per convenienza, per non disturbare, per non apparire i soliti bastian contrari. Eppure, cosa volete che vi dica, a costo di apparire una voce fuori dal coro, io non riesco proprio a tenere per me quello che sento vero in questo momento.
Difficile sfuggire a un senso vertiginoso di nausea, osservando quanto avviene nel nostro Paese. Pare di essere scivolati verso un’era oscura, quando a reggere le sorti di una comunità, di un territorio, c’erano persone senza scrupoli, generalmente attorniati da tanti paraninfi, magari pronti a prenderne il posto di comando quando si presentava loro l’occasione. Allora magari era la forza bruta a dettar legge e quindi, per certi aspetti, era anche più facile identificare il despota. Oggi si perseguono li stessi obiettivi manipolando le coscienze e usando strumenti molto più raffinati.
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