17 feb 2018
MINESTRA RISCALDATA
Scritto da Piergiorgio |
Letto 442 volte | Pubblicato in Il mio blog
Dimensione carattere Riduci grandezza carattere incrementa grandezza carattere
Valuta questo articolo
(1 Vota)

Certo, in mancanza di meglio è buona anche quella, quando parliamo di cibo e anzi, talvolta, un buon minestrone riscaldato è molto più saporito che non appena sfornato. Ma appunto parliamo di culinaria. Quando invece, come accade di questi tempi, l’immagine ci serve per definire quanto offerto dalla politica, beh, un certo moto di disgusto è inevitabile.

Come sempre nelle tornate elettorali ci saranno quelli che andranno a votare convinti della propria  parte, senza tanto riflettere, per abitudine, oppure perché, per quanto a una riflessione un tantino razionale possa risultare schifosa la pietanza offerta, quella e solo quella conoscono e gradiscono o mostrano di gradire. Si comportano come un alcolista: basta che sia vino, seppur scadente. Son quelli che danno ragione sempre e comunque al loro capo, per quanto appaia farlocco quanto afferma e con i quali, una qualsiasi discussione nel merito delle cose smerciate dalla loro parte politica è tempo perso. Non riuscirai mai a far breccia nella loro mente, suscitando il minimo dubbio. Poi ci sono quelli che votano di pancia, in base all’emozione del momento. Che indifferentemente votano destra, centro, sinistra, non per una ragione precisa, quanto spinti dalla rabbia  che incanalano di volta in volta verso quei leader che se li sanno filare meglio; magari all’ultimo momento. Ci sono altri che votano turandosi il naso e scelgono ciò che appare loro il male minore in quel momento, e poi ci sono, e sono tanti ormai, che proprio non ne vogliono neanche più sapere di recarsi a votare. Si astengono dal voto, e speriamo solo da quello e non anche dal partecipare alla vita sociale in altri modi, incidendo con il loro impegno lavorativo, di studio od altro, al cambiamento. Infine, e oso sperare siano ancora tanti, e mi ci metto pure io, che al voto non intendono affatto rinunciare, ma si trovano in gravi difficoltà nello scegliere a chi dare il proprio consenso. Non perché manchino candidati e candidate di tutto rispetto, ma perché anche scegliendo (scelta davvero limitata) un candidato di loro gradimento, il voto va pure alla forza politica verso la quale nutrono non poche perplessità e dubbi fondati. Insomma a me pare che una scelta in questo momento sia un po’ come una giocata al lotto, nel senso che è difficile prevedere che fine farà il voto espresso nell’urna. Le variabili sul tappetto sono troppe per potersi affidare con un minimo di fiducia che non sia puramente campata in aria. Lasciando perdere le forze politiche per le quali non voterei mai, nemmeno sotto tortura, anche quelle per le quali nutro un minimo di apprezzamento, non ce n’è una che mi abbia davvero convinto. Non trovo in nessuna una chiara visione di futuro e un serio impegno ad operare nel segno di una attuazione della nostra carta Costituzionale, nei suoi principi fondamentali. Non ditemi che sono un qualunquista. Sarò un ingenuo e un sognatore, ma a me pare che un po’ tutti stiano offrendo, nel migliore dei casi, una minestra riscaldata; che insomma siano in grado di dire che la logica porta da A a B, ma non di spingere sul pedale dell’immaginazione, in grado di portare dappertutto (Albert Einstein). Ci risentiamo dopo il 4 marzo. Buon voto a tutti.

Vai Su