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03 apr 2019
NELL’ITALIA CHE MUORE C’È ANCORA SPERANZA?
Scritto da Piergiorgio |
Letto 580 volte | Pubblicato in Il mio blog
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Non mancano certo le voci di quanti avvertono, e non da oggi, che siamo a un punto cruciale della storia umana,

ma noi come tanti bambini continuiamo a baloccarci distratti continuando nel nostro gioco da irresponsabili. Solo che il nostro gioco è tragico e lascia presagire degli esiti sconfortanti. È come se ritenessimo che il cambiamento necessario perché il nostro futuro, ma più ancora quello dei nostri figli e nipoti, dovesse trovare quasi per magia, per forza propria o per volere del destino una qualche soluzione positiva. A partire dagli scenari di più ampio respiro, quali i cambiamenti climatici, la corsa agli armamenti, la pace nel mondo, le migrazioni di intere popolazioni e giù, giù fino a quelli più quotidiani: dei rapporti tra genitori e figli, tra uomini e donne, tra condomini e di vicinato. Ma tutto si tiene e non ci sarà il cambiamento in positivo desiderato o auspicato se non saremo disposti a lasciare le presunte sicurezze nelle quali amiamo trattenerci, accettando la sfida di metterci in cammino, modificare i nostri schemi mentali, aprirci al nuovo senza paura, porci le domande che sono necessarie oggi, non quelle di ieri, e cercare assieme le possibili risposte, ben sapendo che nessun cartografo ha già predisposto per noi la mappa del percorso da compiere. Possiamo scegliere di stare a guardare cosa accadrà da una posizione di osservatori disillusi, amareggiati e arrabbiati, oppure impegnarci a fare quanto è necessario per affrontare con rinnovata speranza, con pazienza, con umiltà e con determinazione quanto è imprescindibile fare perché la vita possa tornare a rifiorire, ridisegnando un mondo a misura di persona. Il cambiamento che vogliamo siamo noi; nessuno ce lo può dare. Se vogliamo una società più giusta e fraterna; più umana e buona dobbiamo perseguirla contrastando apertamente quanti vorrebbero trascinarci dentro il buco nero delle loro deliranti proposte mortifere. Ma contrastare costoro significa innanzitutto agire in modo diverso e operare in maniera alternativa agli stessi, mostrando con i fatti, più ancora che con le parole che è più conveniente un agire differente. Trovo mirabilmente riassunto in una poesia di Marco Guzzi la strategia migliore di un agire virtuoso in grado di fare la differenza:

Darsi pace

Fratello, se vuoi la pace,

Datti pace. La pace

È solo il tuo cuore

Sprigionato.

Fratello, se vuoi l’amore,

Diventalo. Tu sei l’amore.

Tutto l’amore che cerchi.

Non chiedere perciò la pace la mondo.

E non pretendere l’amore da nessuno.

La pace dalla tu. Falla

Tutti i giorni, con le tue mani.

                                             E dallo tu

L’amore. Scroscia, dònati, irradia:

Sii felice. È dandolo

L’amore che lo ricevi

In abbondanza.

 

 

27 marzo 2019 LE FORCHE CAU

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