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15 ott 2021
QUELLI DEL NO
Scritto da Piergiorgio |
Letto 159 volte | Pubblicato in Il mio blog
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Le motivazioni di quanti rifiutano di vaccinarsi contro il Covid e l’obbligo di esibire il green pass sono tante, probabilmente, quante sono le persone che si ritrovano in quelle posizioni.

Si va dagli oppositori ad oltranza che lo fanno per “principio” o per scelta ideologica, a quelli che sono motivati da paure di vario genere. Fare di ogni erba un fascio sarebbe sbagliato e quindi è giusto e doveroso rapportarsi con costoro con atteggiamenti diversi, secondo le circostanze, cercando di persuadere i dubbiosi e mantenendo un atteggiamento fermo e deciso con quelli che non intendono ragione alcuna. Di mezzo c’è la tutela della salute pubblica, della salute di tutti. Poi fa specie sentire talune motivazioni. Inutile perdere tempo con quanti sono convinti, o fingono di credere che dietro tutto ci sia una specie di grande fratello che mira a chissà cosa. Persuaderli del contrario sarebbe come voler convincere uno che ha superato la fanciullezza che Babbo Natale esiste comunque davvero, o voler convincere i terrapiattisti che il nostro pianeta è una sfera. Anche mostrandoglielo loro dall’alto si persuaderebbero che è tutta una finzione. Ci sono quelli che paventano una invadenza nella sfera privata e dimenticano che perfino acquistando il cellulare, lo smartphone con il quale, tramite WhatsApp, si danno appuntamento in piazza, hanno rinunciato ad una parte considerevole della loro privacy, consegnando dati personali importanti a compagnie che non brillano certo per trasparenza. A quanti urlano invocando la libertà di decidere di se stessi senza tenere conto degli altri, vorrei chiedere se per libero arbitrio intendono la facoltà di fare quello che ciascuno vuole (il bene e il male, poco importa) o non piuttosto quella di fare il bene; non solo il proprio, ma anche quello degli altri. Vivere assieme comporta agire secondo le regole, diversamente sarebbe il caos. Che succederebbe se tutti, o una gran parte di popolazione, pretendesse di guidare senza patente, senza un codice stradale o se il rubare fosse a discrezione di chi vuole praticare il furto con la scusa che è giusto portare via i beni di un altro? Il vaccino, si afferma, non è privo di rischi. Che novità! Forse che lo è il viaggiare per dovere o per diporto? Non mi risulta siano molti quelli che non lo fanno perché si potrebbe incorrere in un incidente stradale, aereo o marittimo. La verità, a mio parere, è che in troppi si sono messi alle spalle, come non fosse mai accaduto, quanto è successo prima che fosse messo a punto il vaccino e tutte le varie misure, che ci sono costate tanto, sia in termini economici che umani, per contenere la pandemia. I morti sono stati dimenticati e anche come sta andando in tante parti del mondo nel quale di vaccinazioni se ne parla come eventualità futura. Abbiamo smarrito il senso e il significato di bene comune. È bene soltanto ciò che interessa al singolo e gli altri non esistono nell’orizzonte di pensiero di tanti, di troppi. Durante il periodo peggiore, in piena pandemia, ci si incoraggiava al grido di andrà tutto bene, e magari tra costoro c’erano pure quelli che oggi scendono in piazza al grido di no alla dittatura sanitaria. Allora tutti chiedevano a gran voce un qualche rimedio che ci tirasse fuori dall’incubo nel quale eravamo precipitati. Ora si sta palesando il vero volto del nostro Paese: una maggioranza che ha senso dello stato, del vivere in comune, consapevole dell’interdipendenza tra tutti, e una minoranza numerosa che invece manifesta un’idea individualista, egocentrica del vivere. Che avesse ragione Ennio Flaiano quando affermava: mai epoca fu come questa tanto favorevole ai narcisi e agli esibizionisti. Dove sono i santi? Dovremo

Accontentarci di morire in odore di pubblicità? Sarebbe una gran tristezza se fosse così.

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