Share to Facebook Share to Twitter Share to Linkedin 

Articoli più letti

02-05-2009

NON RIESCO A RASSEGNARMI

Miguel, è un nome che suona dolce come un claves. E tu eri una persona...

03-05-2009

SOLTANTO BARBARIE

  Cara Delara Darabi, io non so se tu eri colpevole come ti sare...

18-05-2009

ERA SOLTANTO UN SOGNO

Il barcone veleggiava, sì fa per dire, verso le coste africa...

06-06-2009

LO SPORT PREFERITO

Ci vuole un genio per fare le vere domande- diceva Oscar Wilde- e non ...

13 mar 2022
E CHI NON VUOLE LA PACE?
Scritto da Piergiorgio |
Letto 330 volte | Pubblicato in Il mio blog
Dimensione carattere Riduci grandezza carattere incrementa grandezza carattere
Valuta questo articolo
(0 voti)

Già, chi non vuole la pace? A formularla una tale domanda pare quasi un esercizio retorico; qualche cosa di inutile, un perditempo. Tutti, a parole, ti diranno che vogliono vivere in pace, ma è proprio così?

E poi, cosa intendiamo parlando di pace? La pace, suggerisce il vocabolario, è condizione di normalità di rapporti, di assenza di guerre e conflitti, sia all’interno di un popolo, di uno stato, di gruppi organizzati, etnici, sociali, religiosi, ecc., sia all’esterno, con altri popoli, altri stati, altri gruppi (Treccani) Andando un po’ a fondo, cosa intendiamo con condizione di normalità di rapporti? Forse che quelli che viviamo tra persone o gruppi sociali sono sempre improntati a giustizia e verità? O non è forse vero il contrario, tante volte? E il rapporto tra gli stati è forse all’insegna della libertà, uguaglianza e fraternità per usare termini a noi noti mutuati dalla rivoluzione francese? Per molti pace significa non avere grane e farsi gli affari propri, che se poi quegli affari sono frutto di comportamenti disonesti, di latrocinio, di mancanza di lealtà, cosa importa? Importante è che siano fruttuosi per chi li realizza. Per altri pace significa semplicemente assenza di conflitto. Forse che è possibile vivere senza conflitti tra noi? Il conflitto in se stesso, inteso come competizione, non è una realtà negativa. Tutto dipende da come lo si affronta e lo si vive; sia nei rapporti intrapersonali, sociali, tra stati. Quando a muovere le persone è il desiderio di dominio, la voglia di sopraffare, di arricchirsi a spese degli altri, allora si innescano dinamiche di morte che portano chi le compie a non tenere più in conto niente e nessuno. E questo avviene in ogni ambito; personale, comunitario, tra nazioni. Se le cose stanno così, mi pare chiaro che la pace è qualche cosa che va costruita ogni giorno. Alla pace ci si deve allenare. Non è qualche cosa che piove dall’alto per magia. Significa fare delle scelte di segno diverso da quelle che siamo abituati a fare da sempre. Significa cercare assieme le soluzioni migliori, le più convenienti per tutti, dinanzi a un problema che sorge. Significa essere amanti della giustizia sociale intesa come possibilità per tutti e ciascuno di vivere una vita buona, dignitosa, umana. Volere la pace significa battersi contro le spese indecenti per gli armamenti e lottare per mettere fuori legge la guerra. Volere la pace significa stare sempre dalla parte delle vittime e operare perché non ce ne siano più. Amare la pace e volerla significa accettare che siamo diversi e volerci diversi, comprendendo che questa è una ricchezza e non un impedimento all’essere e sentirci fratelli. La pace è un cammino da compiere senza arrendersi, nemmeno sotto le bombe.

Contatti

Da:
Oggetto:
Nome:
Messaggio:
Please enter the following
 Help us prevent SPAM!

Accesso riservato

Copyright & Credits

I contenuti di questo sito non possono essere riprodotti, copiati, manipolati, pubblicati, trasferiti o caricati, con nessun mezzo, senza il consenso scritto dell'autore.

E' vietata l'utilizzazione, anche parziale, sia per scopi commerciali che no profit.

Chi avesse interesse ad usufruire di contenuti di questo sito è pregato di contattarmi.


Contatore visite

1120541
OggiOggi338
IeriIeri665
Questa settimanaQuesta settimana755
Questo meseQuesto mese16878
TuttiTutti1120541