Share to Facebook Share to Twitter Share to Linkedin 
A mio padre
Letto 1883 volte | Pubblicato in Ritratti

Il passo era

stanco,

l’animo lieto,

nel vederci

bambini

correrti incontro.

Eri uomo davvero

speciale.

Rotto ad ogni

fatica,

le mani callose,

il cuore aperto

per tutti.

A tavola sedevi,

da re,

su un umile

sedia,

ed eri per tutti

un conforto.

Crescendo,

pensai: non è vero!

Avevo bisogno

di spazio,

di un’arena

più grande

in cui misurarmi.

L’ho fatto e rifatto:

ora ho perso,

ora ho vinto;

son cresciuto

più uomo.

Tu,

intanto,

hai lasciato;

sei partito per l’ultimo

approdo.

Come al bar,

la domenica,

ti ha tradito l’ultima mano,

nel gioco alle carte

che è la vita.

Quando a sera

talvolta da solo,

mi abbandono

al ricordo,

e furtiva

giocosa

una lacrima mi appare

sul viso,

le tue mani callose,

mi stringono ancora

a ristoro.

0 iscritti

Iscrizione ai commenti

Ricevi le notifiche via email quando un nuovo commento viene aggiunto in questo intervento.

Contatti

Da:
Oggetto:
Nome:
Messaggio:
Please enter the following
 Help us prevent SPAM!

Accesso riservato

Copyright & Credits

I contenuti di questo sito non possono essere riprodotti, copiati, manipolati, pubblicati, trasferiti o caricati, con nessun mezzo, senza il consenso scritto dell'autore.

E' vietata l'utilizzazione, anche parziale, sia per scopi commerciali che no profit.

Chi avesse interesse ad usufruire di contenuti di questo sito è pregato di contattarmi.


Contatore visite

227367
OggiOggi51
IeriIeri183
Questa settimanaQuesta settimana371
Questo meseQuesto mese3621
TuttiTutti227367