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Stagioni
Stagioni

Lo scorrere dei giorni, il passare degli anni e delle stagioni, concorre a comporre la sinfonia della nostra vita. Qualche volta vestiamo i panni di direttore d’orchestra; qualche altra, somigliamo a un unico strumento e, altre ancora, ci ritroviamo spettatori.

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Cresceva ora, lentamente,

come si cresce il grano nella spiga,

quel grumo piccolo di vita,

che seminammo un giorno,

assieme,

nel tuo ventre;

come nasconde il seme dentro il solco,

l’autunno il contadino,

aspettando che  germogli a primavera.

E trasformavasi il tuo corpo giorno a giorno,

facendoti più bella;

di una bellezza nuova e misteriosa.

E dentro mutavamo anche noi due,

assieme alla creatura,

il cui volto ci era ignoto,

ma già amato tanto,

come il futuro nostro ancor sperato.

Io mi sentivo nuovo e forte molto,

accanto te che custodivi la sua vita,

come uno scrigno che racchiuda un gran tesoro.

Poi, venne al fine il giorno tanto atteso.

Fu con gran dolore per l’ evento,

che sbocciò, tra lacrime di gioia,

il tuo bambino

e figlio nostro.

 

Provai quel giorno un gran tormento,

accanto a te,

e una gran gioia.

Se ci ripenso, sento ancora, fremere di dentro,

la vita

come un grande sacramento.

Mi pentirò,

lo so per certo,

chiedendo venia

a petto e cuore,

ma per intanto

continuerò a corteggiarti

come fai tu

a tutte le ore

È il tuo profumo

che mi risveglia,

dopo il caffè,

quando mi alzo

la mattina,

e  mi accompagna

per il giorno

fino a sera.

Tu sei suadente,

accattivante,

e sempre pronta

a dirmi si

in ogni frangente.

Non ti rifiuti mai,

non ti nascondi,

né accampi scuse

o tardi a farti viva

quando serve:

nel concitato attimo

immanente

od al contrario

pel beato attimo

fuggente.

In spire voluttuose

evanescenti,

avvolgi me,

il corpo mio,

e altra gente;

lasciandomi

con l’alito

ammorbante.

È come mare che increspa leggero

la sera;

come buio che sale dal suolo

e foggia la notte.

È giorno che si alza

al mattino;

stormire dolce

di fronde.

Sussurro portato

dal vento.

Parole d’amore,

approdate

all’orecchio.

Occhi che guardano dentro:

estatici, muti,

gioiosi.

Pace che narra

la vita

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