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29 giu 2022
Ma voi, chi dite che io sia? Mt 16,13-19
Scritto da Piergiorgio |
Letto 204 volte | Pubblicato in Sulla tua parola
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13Gesù, giunto nella regione di Cesarèa di Filippo, domandò ai suoi discepoli: "La gente, chi dice che sia il Figlio dell'uomo?". 14Risposero: "Alcuni dicono Giovanni il Battista, altri Elia, altri Geremia o qualcuno dei profeti".

 15Disse loro: "Ma voi, chi dite che io sia?". 16Rispose Simon Pietro: "Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente". 17E Gesù gli disse: "Beato sei tu, Simone, figlio di Giona, perché né carne né sangue te lo hanno rivelato, ma il Padre mio che è nei cieli. 18E io a te dico: tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa e le potenze degli inferi non prevarranno su di essa. 19A te darò le chiavi del regno dei cieli: tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli".

 

Anche a noi è rivolta la stessa domanda che Gesù ha posto ai suoi discepoli. Possiamo certo rispondere sfoderando le migliori risposte mutuate dal catechismo, fare ricorso alla dottrina appresa a suo riguardo e tuttavia questo non ci esimerebbe dal rispondere. Anche se la nostra risposta, dal punto di vista dottrinale, fosse ineccepibile, credo che non sarebbe sufficiente. Sarebbe una risposta a metà, come quella di Pietro che nascondeva una precomprensione che si sarebbe manifestata di lì a poco, e che gli valse il rimprovero di Gesù perché non pensava secondo Dio ma secondo gli uomini. Soltanto accettando la logica della croce possiamo capire il Signore. Logica della croce che è quella del chicco di grano destinato a morire sotto terra per poter portare frutto. Non certo in una visione masochistica della vita, ma nella consapevolezza che mettersi alla sequela di Gesù di Nazareth comporta inevitabilmente entrare in conflitto con la logica del mondo basata sull’avere, potere e dominio anziché sul servizio gratuito e l’amore verso tutti, a iniziare dai più piccoli e più poveri. Ecco perché è una domanda, quella di Gesù, che implica una risposta personale. Solo se abbiamo e facciamo nostra la sua vita e il suo messaggio saremo in grado di formulare una risposta non convenzionale e non afferente verità teoriche, libresche.

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