In quel tempo, mentre le folle si accalcavano, Gesù cominciò a dire:
«Questa generazione è una generazione malvagia; essa cerca un segno, ma non le sarà dato alcun segno, se non il segno di Giona.
Poiché, come Giona fu un segno per quelli di Nìnive, così anche il Figlio dell'uomo lo sarà per questa generazione.
Nel giorno del giudizio, la regina del Sud si alzerà contro gli uomini di questa generazione e li condannerà, perché ella venne dagli estremi confini della terra per ascoltare la sapienza di Salomone. Ed ecco, qui vi è uno più grande di Salomone.
Nel giorno del giudizio, gli abitanti di Nìnive si alzeranno contro questa generazione e la condanneranno, perché essi alla predicazione di Giona si convertirono. Ed ecco, qui vi è uno più grande di Giona».
Sono innumerevoli le persone perennemente in cerca di segni o eventi giudicati straordinari, mosse dalla convinzione di trovare in essi la risposta ai dubbi, le domande di senso, la soluzione ai problemi che le angustiano . Alcune non paiono mai sazie di meraviglioso, sempre pronte a correre appresso a vere o presunte manifestazioni del divino. In questo non sono molto diverse dalle folle che accorrevano accalcandosi presso Gesù, verso le quali il Maestro ha il monito severo riportato nel Vangelo di oggi. Lo avevano lì a portata di mano, il Signore, ma questo a loro non bastava, evidentemente, per credere, per fidarsi di lui e del suo insegnamento. È questo l'errore che facciamo anche noi talvolta o spesso: ritenere che sia necessario vedere per poter credere. Invece, Gesù nel Vangelo insegna proprio il contrario: credi e allora vedrai. Vedrai che se ti fidi del Padre, se agisci lasciandoti guidare dall'amore che lui sempre riversa in te, arriverai a credere che realmente sei da lui amato e che, per quanto povero e limitato tu sia, per lui sei sempre un figlio amato , unico e prezioso ai suoi occhi. Non c'è bisogno di segni straordinari per credere, ma è vero che fidandosi e affidandosi al Signore, anche se nell'animo abbiamo il vuoto, ci è possibile sperimentare la capacità di compiere opere meravigliose .