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Sulla tua parola

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Sulla tua parola

Brevi riflessioni (ir)regolari sul Vangelo del giorno

Non sono un biblista né un teologo, ma un semplice credente che cerca e trova nutrimento nella parola del Vangelo. A chi lo desidera offro questi miei spunti di riflessione.

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La gente subito lo riconobbe (Mc 6,53-56) A quale genere di conoscenza allude l’evangelista affermando che appena sbarcato nei pressi di Genesaret, Gesù è subito riconosciuto? Forse a una conoscenza di tipo superficiale e interessato?
Prese a mandarli a due a due (Mc 6,7-13) Si direbbe che a Gesù non piacciano i battitori liberi, infatti, chiamati a sé i Dodici, prese a mandarli a due a due. L’incarico che conferisce loro è il potere sugli spiriti impuri, vale a dire il compito di liberare le persone da tutto ciò che impedisce loro di essere libere, responsabili, umane.
Non è costui il falegname? (Mc 6,1-6) Con tutta probabilità molti di noi leggendo o ascoltando questo brano del vangelo ci meravigliamo dell’incredulità dei compaesani di Gesù e ci viene spontaneo dirci: se fossi stato presente io mi sarei comportato diversamente.
Figlia, la tua fede ti ha salvata (Mc 5,21-43) Cos’è la fede? In questo lungo brano del vangelo odierno, ricco di spunti di riflessione, a me pare che uno dei tanti possibili sia quello che gira attorno al concetto di fede.
Non avete ancora fede? (Mc 4,35-41) Erano in viaggio sulla barca per passare all’altra riva come aveva chiesto Gesù, ma i discepoli non sono pronti a recarsi in terra pagana, da qui la loro paura.
Non capite questa parabola? (Mc 4,1-20) Il linguaggio parabolico – scrive Bruno Maggioni – è un linguaggio che costringe a pensare: non definisce, ma allude, invita ad andare oltre.
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