Preghiera nuda
Un semplice sguardo stupito; un anelito che viene dal cuore, un grido di gioia oppure di dolore. Il sentire o il pensare che si fa talvolta parola, altre volte, resta muto… Ma Qualcuno mi ascolta: sempre. Ne sono certo, anche se non ricevo risposta; non sempre, e non come mi aspetto. L’Amore, però, comunica anche col silenzio. A me parla anche in quello…
Un Padre,
fedele da sempre
al suo amore per noi,
Ci accoglie,
anche perdenti,
in un tenero
abbraccio
che è Vita.
Infiniti momenti
sospesi
nel vuoto.
Buio profondo
dentro le viscere
nel solco
tracciato
di fresco.
Ancora:
lento germogliare
al primo sole
di primavera
Sarà fiore
e poi frutto
e poi ancora
autunno
perché è così
che la vita
si rinnova
E poi sarà
l’alba perenne
senza lacrime
senza più sera;
sarà la pace
senza tramonto.
Amare:
stare in piedi
anche dentro
la tormenta.
Amare:
sguardo avanti
sotto i colpi
della sferza.
Amare:
restar piccoli
dentro i fumi
dell’incenso.
Amare:
camminare in solitudine
sulla strada fatta
scelta.
Amare:
gratitudine incessante
di ogni dono
ricevuto.
Ad un tratto
è il tramonto;
non senso,
silenzio.
Scomparsi,
inghiottiti
dal nulla.
Resta solo
il ricordo,
a stemprarsi
nei giorni.
E la vita
continua,
come acqua
che macini
ancora.
Non ci si abitua
al morire;
pare vano
il parlarne.
Resta solo la fede,
come lume
tremante,
che non toglie
il patire
Né fa facile
il buio
che avvolge.
La speranza,
si cresce
a tentoni,
mentre affonda
radici.
Torneremo a incontrarci:
e quel giorno
sarà pieno
di sole.
La tenebra che ha oscurato
la terra,
l’odio mortale che ha schiacciato
l’Uomo inchiodato,
il potere che era apparso
vincente,
sono usciti sconfitti;
perdenti.
L’Amore ha messo in fuga
la morte.
E si annuncia leggero,
come brezza al mattino;
quando il buio sconfina
col giorno.
Nella corsa ansimante,
con piedi impregnati di rugiada, sul prato,
di una donna che non si arrende
alla sorte;
di discepoli ancora impauriti,
di viandanti sconsolati,
confusi,
ora pronti a tornare
sui loro passi:
e compiere pesah, il passaggio.
Amare!
Quante parole vane,
si celano all’ombra di questo verbo
nobile e sovrano.
Atteggiamenti senza storia,
sentimenti improvvisati e vacui
come vapore.
E’ fragile e vulnerabile,
ciò che chiamiamo amore;
come la nostra carne in cui s’installa,
quasi senza rumore.
Lascia ferite aperte,
che il tempo chiuderà
quando lo vuole.
Nessuno può dirsi immune,
da sofferenze e delusioni.
…
Contra spem, tutto può aver
sostanza e senso,
se quanto ci muove,
è scelta responsabile;
cura dell’altro e dono.
Un perdersi, per ritrovarsi
Nuovi.
Laggiù
all’orizzonte,
oltre le creste
dei monti,
oltre
le placide acque
del lago,
rosseggia il sole
al tramonto
in un cielo di perla
che fascia
quassù
il camposanto.
Tremule fiamme,
colore del sole,
occhieggiano fra i tumuli,
sotto le croci,
e illuminano volti.
Volti conosciuti;
volti amati,
volti scomparsi.
Sono andati
più avanti;
han terminato
il loro cammino.
Ora attendono
là,
oltre il buio che fascia
la morte,
di riabbracciarci,
dentro un mare
di luce
Chi scruterà per noi l’orizzonte,
ora fattosi ancora più fosco?
Chi annuncerà per noi cieli nuovi,
se la speranza a tutti pare poca?
Lo scruta l’uomo schiacciato,
il povero, il perseguitato;
chi soffre violenza nel mondo,
chi giace infiacchito, dolorante.
Chi annuncia ancora speranza,
in un mondo rigenerato, fatto nuovo?
Chi veglia la notte e fa guardia,
attendendo l’alba che viene?
I poveri; gli umiliati.
I perdenti, gli affamati,
i banditi dal consesso dei gaudenti
di sempre.
Per squarciare il buio che incalza,
per lacerare, fendendo l’oscuro sentimento,
che imprigiona le menti ed
i cuori…
un Bimbo ci viene donato;
un fragile, piccolo, debole,
inutile Bimbo,
… a ricordarci il nostro essere umani…
Sarà Lui la luce che illumina
ogni nostra opaca speranza;
che farà rifiorire cuori impietriti,
additando nuovi cammini.
Gioirà ogni vivente,
contemplandosi in quella creatura;
Sorgente di vita e di amore.
Scenda a noi dall’alto,
fiorisca in ogni cuore;
come spiga matura
la generi la terra,
e come rugiada nivea
sia balsamo a ogni dolore.
E sia dono per tutti:
dono gratuito e pieno;
misura traboccante.
Nessuno abbia meno del massimo:
benessere
prosperità
sicurezza del diritto
armonia
integrità.
Misericordia incontri,
danzando,
Verità.
Volteggino festanti,
sopra ogni piazza al mondo,
lungo tutte le strade,
e dentro ogni casa:
ovunque.
Sui monti, in cima ai colli,
lungo ogni pianura,
Giustizia e Pace si bacino
di fronte a tutti gli uomini,
in questo nuovo anno.
L'odio, ceda all'amore,
la contesa all’armonia.
L'integrità componga
ogni frantumazione,
La luce scacci le tenebre;
fiorisca la speranza
dove domina disperazione.
Si aggiunga un posto al tavolo,
della famigliarità,
ovunque ci sia un vuoto
dell’estraneità.
Al posto della morte,
rinasca ovunque Vita:
Vita piena per tutti.
Nel silenzio
che accompagna
la sera,
mi abbandono
al canto
del cuore.
Fuori tace ogni rumore;
anche in me,
è il silenzio…
Nel profondo
il tuo passo sereno;
la tua voce,
quasi brezza leggera,
mi parla con parole
d’amore.
E io ascolto rapito…
Mi abbandono,
senza più esitare…
Fammi viver di te;
fammi nuovo!
Vorrei che scoppiasse… la pace,
la tua Pace, nel mondo, Signore!
Vorrei che si abbattesse sul mondo come un pugno
da occhi neri…
Che accadesse di primo mattino,
quando l’alba risveglia i cuori a nuovo giorno.
Vorrei risvegliarmi in una nuova primavera
nella quale il pianto di tanti, di troppi,
fosse solo un ricordo;
dove a pranzo ed a cena ci fosse un piatto
per tutti,
e la sera un morbido letto anche per
il clochard.
Vorrei che l’annuncio fosse un ballo di persone felici,
capace di fare invertire la rotta alla Terra,
con grida di gioia in grado di coprire gli osanna
su in Cielo.
Vorrei che scoppiasse… la pace, la tua Pace, Signore!
Vedere colmarsi ogni vuoto,
appianare ogni strada,
sparire ogni piaga,
asciugare ogni lacrima,
dissolvere ogni paura,
e tutto attorno sentire cantare: PACE, SHALOM, SALAM.
Milioni di mani stringersi,
occhi gioiosi guardarsi,
barriere abbattute,
fucili spezzati
e delle armi di morte un grande luna park.
Alla sera accendere un grande falò
che illumini il volto di ogni uomo
divenuto soltanto fratello
e tutti sentirci figli, amati da te.
Signore, non so pregare per la pace.
Alle 22 guerre in corso nel mondo,
ora s’è aggiunta questa nel cuore dell’Europa.
L’Europa che mena vanto di avere
radici cristiane.
Una guerra che già bruciava da anni,
mietendo vittime sacrificali
di opposti imperialismi, ma convergenti
nell’ intento di dominare.
E noi, alla finestra, noi guardavamo
altrove… come sempre.
Non so pregare per la pace, mio Signore.
Gli stati non la vogliono
e neanche i governi.
La pace non la vogliono i trafficanti
e i produttori famelici di armamenti.
Non vogliono la pace gli strateghi di geopolitiche
e qualche volta neanche la gente…
Gente sedotta da richiami nazionalistici
e da fantasmi di invasioni inesistenti.
Non so pregare per la pace, mio Signore
ma credo che tu sia Pace e Pace vera.
Allora fa che anch’io mi faccia pace
in grado di denunciare le ingiustizie
capace di non arrendermi all’odio e al male
e di pagare il prezzo richiesto ai disarmati.
Gli artigiani costruttori della pace
che non si accontentano di invocare
un immaginoso vuoto cielo
ma si rimboccano le maniche,
si sporcano le mani
e costruiscono pazientemente ogni santo giorno
sentieri percorribili di pace.
Fammi capace di vedere in ogni altro
solo un fratello;
in ogni altra una sorella
e contrastare quanti ci vogliono divisi
gli uni contro gli altri feroci
ed arrabbiati.