Piergiorgio Bortolotti
Scrivo per passione, con la segreta speranza di donare qualche momento piacevole o interessante a chi mi legge.
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Preghiera nuda

Un semplice sguardo stupito; un anelito che viene dal cuore, un grido di gioia oppure di dolore. Il sentire o il pensare che si fa talvolta parola, altre volte, resta muto… Ma Qualcuno mi ascolta: sempre. Ne sono certo, anche se non ricevo risposta; non sempre, e non come mi aspetto. L’Amore, però, comunica anche col silenzio. A me parla anche in quello…

Speranza

Un Padre,

fedele da sempre

al suo amore per noi,

Ci accoglie,

anche perdenti,

in un tenero

abbraccio

che è Vita.

Carità

Chi dona

sé stesso,

vive

per sempre.

Piccola fiamma

Infiniti momenti

sospesi

nel vuoto.

Buio profondo

dentro le viscere

nel solco

tracciato

di fresco.

Ancora:

lento germogliare

al primo sole

di primavera

Sarà fiore

e poi frutto

e poi ancora

autunno

perché è così

che la vita

si rinnova

E poi sarà

l’alba perenne

senza lacrime

senza più sera;

sarà la pace

senza tramonto.

Amare

Amare:

stare in piedi

anche dentro

la tormenta.

Amare:

sguardo avanti

sotto i colpi

della sferza.

Amare:

restar piccoli

dentro i fumi

dell’incenso.

Amare:

camminare in solitudine

sulla strada fatta

scelta.

Amare:

gratitudine incessante

di ogni dono

ricevuto.

In morte di amici

Ad un tratto

è il tramonto;

non senso,

silenzio.

Scomparsi,

inghiottiti

dal nulla.

Resta solo

il ricordo,

a stemprarsi

nei giorni.

E la vita

continua,

come acqua

che macini

ancora.

Non ci si abitua

al morire;

pare vano

il parlarne.

Resta solo la fede,

come lume

tremante,

che non toglie

il patire

Né fa facile

il buio

che avvolge.

La speranza,

si cresce

a tentoni,

mentre affonda

radici.

Torneremo a incontrarci:

e quel giorno

sarà pieno

di sole.

Pasqua

La tenebra che ha oscurato

la terra,

l’odio mortale che ha schiacciato

l’Uomo inchiodato,

il potere che era apparso

vincente,

sono usciti sconfitti;

perdenti.

L’Amore ha messo in fuga

la morte.

E si annuncia leggero,

come  brezza al mattino;

quando il buio sconfina

col giorno.

Nella corsa ansimante,

con piedi impregnati di rugiada, sul prato,

di una donna che non si arrende

alla sorte;

di discepoli ancora impauriti,

di viandanti sconsolati,

confusi,

ora pronti a tornare

sui loro passi:

e compiere pesah, il passaggio.

Contra spem

Amare!

Quante parole vane,

si celano all’ombra di questo verbo

nobile e sovrano.

Atteggiamenti senza storia,

sentimenti improvvisati e vacui

come vapore.

E’ fragile e vulnerabile,

ciò che chiamiamo amore;

come la nostra carne in cui s’installa,

quasi senza rumore.

Lascia ferite aperte,

che il tempo chiuderà

quando lo vuole.

Nessuno può dirsi immune,

da sofferenze e delusioni.

…

Contra spem, tutto può aver

sostanza e senso,

se quanto ci muove,

è scelta responsabile;

cura dell’altro e dono.

Un perdersi, per ritrovarsi

Nuovi.

Ognissanti 2007

Laggiù

all’orizzonte,

oltre le creste

dei monti,

oltre

le placide acque

del lago,

rosseggia il sole

al tramonto

in un cielo di perla

che fascia

quassù

il camposanto.

Tremule fiamme,

colore del sole,

occhieggiano fra i tumuli,

sotto le croci,

e illuminano volti.

Volti conosciuti;

volti amati,

volti scomparsi.

Sono andati

più avanti;

han terminato

il loro cammino.

Ora attendono

là,

oltre il buio che fascia

la morte,

di riabbracciarci,

dentro un mare

di luce

Natale 2010

Chi scruterà per noi l’orizzonte,

ora fattosi ancora più fosco?

Chi annuncerà per noi cieli nuovi,

se la speranza a tutti pare poca?

Lo scruta l’uomo schiacciato,

il povero, il perseguitato;

chi soffre violenza nel mondo,

chi giace infiacchito, dolorante.

Chi annuncia ancora speranza,

in un mondo rigenerato, fatto nuovo?

Chi veglia la notte e fa guardia,

attendendo l’alba che viene?

I poveri; gli umiliati.

I perdenti, gli affamati,

i banditi dal consesso dei gaudenti

di sempre.

Per squarciare il buio che incalza,

per lacerare, fendendo l’oscuro sentimento,

che imprigiona le menti ed

i cuori…

un Bimbo ci viene donato;

un fragile, piccolo, debole,

inutile Bimbo,

… a ricordarci il nostro essere umani…

Sarà Lui la luce che illumina

ogni nostra opaca speranza;

che farà rifiorire cuori impietriti,

additando nuovi cammini.

Gioirà ogni vivente,

contemplandosi in quella creatura;

Sorgente di vita e di amore.

Shalom

Scenda a noi dall’alto,

fiorisca in ogni cuore;

come spiga matura

la generi la terra,

e come rugiada nivea

sia balsamo a ogni dolore.

E sia dono per tutti:

dono gratuito e pieno;

misura traboccante.

Nessuno abbia meno del massimo:

benessere

prosperità

sicurezza del diritto

armonia

integrità.

Misericordia incontri,

danzando,

Verità.

Volteggino festanti,

sopra ogni piazza al mondo,

lungo tutte le strade,

e dentro ogni casa:

ovunque.

Sui monti, in cima ai colli,

lungo ogni pianura,

Giustizia e Pace si bacino

di fronte a tutti gli uomini,

in questo nuovo anno.

L'odio, ceda all'amore,

la contesa all’armonia.

L'integrità componga

ogni frantumazione,

La luce scacci le tenebre;

fiorisca la speranza

dove domina disperazione.

Si aggiunga un posto al tavolo,

della famigliarità,

ovunque ci sia un vuoto

dell’estraneità.

Al posto della morte,

rinasca ovunque Vita:

Vita piena per tutti.

Abbandono

Nel silenzio

che accompagna

la sera,

mi abbandono

al canto

del cuore.

Fuori tace ogni rumore;

anche in me,

è il silenzio…

Nel profondo

il tuo passo sereno;

la tua voce,

quasi brezza leggera,

mi parla con parole

d’amore.

E io ascolto rapito…

Mi abbandono,

senza più esitare…

Fammi viver di te;

fammi nuovo!

Vorrei scoppiasse… la pace

Vorrei che scoppiasse… la pace,

la tua Pace, nel mondo, Signore!

Vorrei che si abbattesse sul mondo come un pugno

da occhi neri…

Che accadesse di primo mattino,

quando l’alba risveglia i cuori a nuovo giorno.

Vorrei risvegliarmi in una nuova primavera

nella quale il pianto di tanti, di troppi,

fosse solo un ricordo;

dove a pranzo ed a cena ci fosse un piatto

per tutti,

e la sera un morbido letto anche per

il clochard.

Vorrei che l’annuncio fosse un ballo di persone felici,

capace di fare invertire la rotta alla Terra,

con grida di gioia in grado di coprire gli osanna

su in Cielo.

Vorrei che scoppiasse… la pace, la tua Pace, Signore!

Vedere colmarsi ogni vuoto,

appianare ogni strada,

sparire ogni piaga,

asciugare ogni lacrima,

dissolvere ogni paura,

e tutto attorno sentire cantare: PACE, SHALOM, SALAM.

Milioni di mani stringersi,

occhi gioiosi guardarsi,

barriere abbattute,

fucili spezzati

e delle armi di morte un grande luna park.

Alla sera accendere un grande falò

che illumini il volto di ogni uomo

divenuto soltanto fratello

e tutti sentirci figli, amati da te.

NON SO PREGARE

Signore, non so pregare per la pace.

Alle 22 guerre in corso nel mondo,

ora s’è aggiunta questa nel cuore dell’Europa.

L’Europa che mena vanto di avere

radici cristiane.

Una guerra che già bruciava da anni,

mietendo vittime sacrificali

di opposti imperialismi, ma convergenti

nell’ intento di dominare.

E noi, alla finestra, noi guardavamo

altrove… come sempre.

Non so pregare per la pace, mio Signore.

Gli stati non la vogliono

e neanche i governi.

La pace non la vogliono i trafficanti

e i produttori famelici di armamenti.

Non vogliono la pace gli strateghi di geopolitiche

e qualche volta neanche la gente…

Gente sedotta da richiami nazionalistici

e da fantasmi di invasioni inesistenti.

Non so pregare per la pace, mio Signore

ma credo che tu sia Pace e Pace vera.

Allora fa che anch’io mi faccia pace

in grado di denunciare le ingiustizie

capace di non arrendermi all’odio e al male

e di pagare il prezzo richiesto ai disarmati.

Gli artigiani costruttori della pace

che non si accontentano di invocare

un immaginoso vuoto cielo

ma si rimboccano le maniche,

si sporcano le mani

e costruiscono pazientemente ogni santo giorno

sentieri percorribili di pace.

Fammi capace di vedere in ogni altro

solo un fratello;

in ogni altra una sorella

e contrastare quanti ci vogliono divisi

gli uni contro gli altri feroci

ed arrabbiati.

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