Piergiorgio Bortolotti
Scrivo per passione, con la segreta speranza di donare qualche momento piacevole o interessante a chi mi legge.
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Stagioni

Lo scorrere dei giorni, il passare degli anni e delle stagioni, concorre a comporre la sinfonia della nostra vita. Qualche volta vestiamo i panni di direttore d’orchestra; qualche altra, somigliamo a un unico strumento e, altre ancora, ci ritroviamo spettatori.

Ideali

I più grandi

i più belli

i più solidi

i più resistenti,

accarezzano

il cuore,

allettano

la mente.

In gioventù

trascinano

riscaldano

sospingono

straripano

pei giorni

ti prendono

la mano.

Poi invecchiano;

s’acquietano.

Ti parlano

ma piano

E ti vezzeggiano

furtivi

dicendoti: che bravo!

Autunno

Un tenero

raggio di sole,

brilla

tra foglie

multicolori

adagiate,

come morte,

su alberi spenti.

La terra

si accinge al riposo,

in una danza

che è pienezza

di vita,

donando

ogni cosa di sé.

Inverno

Il sole

farfuglia

pochi timidi

raggi di luce,

tra gli alberi

scossi

dal vento,

in questo gelido

inverno.

8 marzo

Donna:

celebrata

amata

odiata

Donna:

cercata

sfuggita

temuta.

Donna:

sognata

voluta

perduta

Donna:

semplicemente

incontrata

e accolta.

Grillo

Tra l’erba

del prato,

vestito di festa,

col sole

che scoppia

su in alto,

o la sera silente,

quando cala

la notte,

stornelli

a gran voce.

Menestrello

ignorato,

non chiedi

compenso.

Soltanto

ti basta,

cantare

la vita.

Notte

Dolce

materna

con premura mi accogli,

e narri,

con mormorio

che è di fronde,

seducente

canzone.

Imprevisti

Un dente cariato

e crolla

un mondo di pallide luci

sperato.

Come è poco

il fossato

che separa la vita

dall’inutile sorte

di giorni impotenti

o che appaiono tali.

Terrore

Non sono più

racconti

di tenebrosi orchi

serali;

sono accadimenti

sconvolgenti

quotidiani.

Di qua

o di là,

di un fronte immaginato

come buono,

per far degli altri

ostili oppositori,

si uccide

si violenta.

Ma a perdere

è sempre e solo

l’Uomo.

Stupro

Si crede più uomo

più maschio

perché più violento

ed ha solo paura.

Paura di amare.

Amare

è anche perdere;

svuotarsi.

Vedersi impotente

magari.

La sua vittima

non ha volto

e neppure una storia.

È solo un corpo

da prendere, da possedere

e buttare.

Quante mani

quante dita graffianti

la volta del cielo,

nella storia

del mondo!

E quell’uomo,

quel maschio animale,

impunito

a grugnire

alla luna

un peana mortale.

Burnout

Stanchezza

insolente

villana.

Indifferenza

per tutto;

ripulsa

violenta

per quello che amavo.

Mi ingiuriano

deridono

Travisano le mie

parole;

non pensano che

a farmi del male.

Sono

come

in mezzo a leoni.

Trento

Bella,

questa mia città

di Trento!

Mi piace,

ancor fasciata

dal buio,

che sbadiglia nel risveglio

del mattino.

Negozi,

come occhi che indagano

furtivi,

passanti frettolosi,

operatori dei servizi,

sono intenti

a farle il trucco

per il  dì.

Cantan merli

e altri piccoli

uccelletti

tra le fronde,

rispondono fontane

roche o garrule

d’intorno.

I miei passi sul selciato

lenti, lenti,

mi accompagnano

verso il giorno

che  mi attende.

Acquerugiola

Ticchetta sulle foglie,

sulla verdura,

che pare ignorata qui

nell’orto,

quasi volesse dire,

con premura,

che è giunta l’ora

del trasloco.

Una fitta nebbiolina

l’accompagna,

quasi volesse stendere,

pietosa,

un manto ad attutire

quel rumore,

che segna ormai l’inizio

di clausura.

Luna

T’han calpestata

gli uomini

fratelli,

un dì

ormai lontano;

disimparato.

Ma quando

dal tuo cielo,

lieta o triste,

ci osservi

dietro il velo

di una nube,

mi nasce

dentro

un sentimento,

che è di tenero

rispetto

e turbamento.

Mare

S’è acquietato,

dopo un giorno

trambusto;

s’è disteso

allungando gli arti

che protende

qui

oltre la spiaggia.

Mi accarezza

con languida mano.

Mi solletica.

Pare invitarmi

a salpare

sulle onde,

quasi fossi

acquaplano.

Nevica

Cadono i fiocchi dall’alto:

lucenti, ovattati.

Turbinano liberi in cielo,

poi,

lievi e silenti,

si adagiano piano.

Ricopron la terra che è arida;

assetata.

Somigliano a tanti  pensieri;

ognuno ha un suo tocco,

un’impronta diversa

dall’altro

….

Mi abbracciano,

mi fasciano come carezza

furtiva;

e mi parlano,

con voce

suadente,

di Amore;

di Dio.

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