In quel momento si avvicinarono a Gesù alcuni farisei a dirgli: «Parti e vattene via di qui, perché Erode ti vuole uccidere».

Egli rispose loro: «Andate a dire a quella volpe: “Ecco, io scaccio demòni e compio guarigioni oggi e domani; e il terzo giorno la mia opera è compiuta. Però è necessario che oggi, domani e il giorno seguente io prosegua nel cammino, perché non è possibile che un profeta muoia fuori di Gerusalemme”.

Gerusalemme, Gerusalemme, tu che uccidi i profeti e lapidi quelli che sono stati mandati a te: quante volte ho voluto raccogliere i tuoi figli, come una chioccia i suoi pulcini sotto le ali, e voi non avete voluto! Ecco, la vostra casa è abbandonata a voi! Vi dico infatti che non mi vedrete, finché verrà il tempo in cui direte: “Benedetto colui che viene nel nome del Signore!”».

Suona strano ai nostri orecchi l' "avvertimento" dei farisei che mettono in guardia Gesù dalle supposte mire di Erode di volerlo uccidere. Se sono sempre apparsi come gli avversari di Gesù, quanto è credibile che ora gli si mostrino amici, quasi fossero interessati alla sua incolumità? Forse è più probabile che il loro avvertimento sia un modo, come tanti altri, di sollecitarlo ad andarsene, perché il suo agire e il suo messaggio li disturbano e vorrebbero "toglierselo dai piedi". Gesù, però, rispondendo loro, ribadisce che suo compito, la sua missione, è proseguire in quanto è venuto a fare: liberare le persone da ogni schiavitù e guarirle dai loro mali. Niente e nessuno potrà fermarlo, perché è ciò che vuole Dio, suo Padre. Allo stesso tempo, Gesù manifesta la sua intenzione di portare il suo messaggio fino a Gerusalemme, ai capi religiosi del popolo, pur sapendo che, come è accaduto a tutti i profeti prima di lui, non sarà ben accolto e che , con tutta probabilità, subirà la stessa sorte toccata a loro. Il lamento accorato di Gesù, che s Intervento interessato Lc 13,31-35

i paragona a una gallina che raccoglie a protezione i suoi pulcini sotto le ali, è un'immagine toccante e colma di tenerezza che ci rimanda una visione di Dio opposta a quella che alberga spesso nei nostri cuori. Il Dio di Gesù è un Dio che si dona senza misura, anche se è respinto e rifiutato, perché ama le sue creature e desidera che vivano una vita in pienezza.

Lascia un commento
I commenti sono moderati: il tuo commento comparirà dopo l’approvazione dell’autore. L’indirizzo email non viene pubblicato.