Piergiorgio
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Ricevi le notifiche via email quando un nuovo intervento viene aggiunto in questo blog.FARE MEMORIA K2_UNPUBLISHED
Questo articolo lo riprendo dal blog Vino nuovo. Sono stralci di una riflessione di Bill Tammeus - un predicatore presbiteriano che nell'attentato alle Torri Gemelle ha perso un nipote di 31 anni. Il testo completo è stato pubblicato sul sito del National Catholic Reporter. Mi pare una riflessione significativa e attuale. Anche per noi italiani.
IL VALZER DELLE CANDELE K2_UNPUBLISHED
Difficile appassionarsi per lo scontro politico in atto nel nostro Paese. Tanto più che in vista di possibili nuove elezioni, stiamo assistendo alla solita recita tra gli attori in campo. Scorrendo gli articoli di giornale, ascoltando i vari rappresentanti dei partiti, mi pare di assistere alla solita recita che risponde al solito copione. Non voglio fare del qualunquismo, e non metto tutti sullo stesso piano. So fare le debite distinzioni. Però come non cogliere fra le righe dei messaggi che ogni giorno ci vengono rivolti, una preoccupazione che pare farla da padrona?
PECUNIA NON OLET? K2_UNPUBLISHED
Sarà anche vero che, per dirla con gli antichi, pecunia non olet, ma certamente ci vuole davvero un odorato azzerato del tutto e il pelo alto una spanna sullo stomaco, per affermarlo in questi giorni dinanzi alla stravagante visita del leader libico Gheddafi.
APPAIO QUINDI SONO K2_UNPUBLISHED
Mi sono chiesto e mi chiedo tante volte cosa interessi maggiormente a quanti, politici, prelati, cantanti, attori e via elencando, sono perennemente sotto i riflettori. Spero di sbagliarmi, ma la risposta che mi sono data è: apparire. Temo che quella dell’apparire; essere in prima pagina, sia una delle più sottili e diaboliche tentazioni, per la quale si possa essere disposti a passare sopra tante altre cose. Forse anche alla propria coscienza. E l’ambizione dell’apparire ad ogni costo, si coniuga molto bene anche con la ricerca del consenso ad ogni costo. Cosa non si fa per avere consenso!
BUON FERRAGOSTO K2_UNPUBLISHED
A tutti buon ferragosto; ai vicini e ai lontani, a quanti stanno per partire, a quanti tornano, a quanti vorrebbero partire e non possono, a quelli che stanno partendo, ma che se solo potessero ne farebbero a meno… Buon ferragosto a quanti, pur desiderandolo, non possono partire, perché reclusi in qualche prigione o immobilizzati in un letto di dolore.
POTEVA ACCADERE A ME K2_UNPUBLISHED
Immagino possano essere numerose, le persone che possono affermare: quel giorno potevo esserci anch’io in stazione a Bologna. Io sono una di queste. Trent’anni fa, quel sabato 2 agosto, ero in viaggio verso Assisi; il treno ad un certo punto rallentò e si fermò in aperta campagna. La sosta si faceva sempre più lunga e nessuno sapeva quale fosse la ragione. Ad un certo punto appresi la notizia dell’attentato, da un ragazzo che aveva con sé una radiolina transistor. Quando il treno, con notevole ritardo, giunse in stazione, potei vedere con i miei stessi occhi lo scempio che si era compiuto.
PICCIONI IN PARADISO K2_UNPUBLISHED
La morte di una persona, in sé, non è una notizia, a meno che non sia frutto di un dramma. Comunque riguarda la stretta cerchia dei parenti e degli amici. Ma quella di Constantin, è ancora meno una notizia, perché riguarda una di quelle persone che vivono ai margini e di cui non si percepisce nemmeno l’assenza quando viene a mancare. Almeno per la gran parte delle persone, che magari hanno pure avuto l’occasione di incrociarla lungo la via, intenta a chiedere qualche spicciolo o una sigaretta. Invisibile ai nostri occhi già quando era in vita e ancor più da morto.
SEBRENICA K2_UNPUBLISHED
Sebrenica. Sono rimasti i morti a seppellire gli ammazzati. Un conteggio che non è mai finito; come il dolore di quanti sono scampati. Da una parte donne e bambini, ai quali è stato tolto tutto. Anche le lacrime per piangere un dolore troppo grande. Dall’altra i Karadzic, i Mladic, e tanti Ponzi Pilato. Rimane la memoria che non può essere sepolta, assieme ai resti, poveri resti, che chiedono riposo. E un grido di giustizia per potere andare oltre.
LE FERIE DI TERESA K2_UNPUBLISHED
Teresa non va in ferie; non ne ha mai fatto. O almeno che ricordi. Però dice che sì, qualche giorno, nei fine settimana, se lo concede di riposo: in montagna. In effetti qualche volta, quando era più giovane, sulla montagna che si erge maestosa, non molto lontana da casa sua, c’è stata. Partiva la mattina e faceva ritorno a sera. Si portava qualche panino da mangiare e un libro da leggere. Altro non poteva permettersi, se non un gelato, qualche rara volta. Però alla gente, a quelli che abitano nel condominio dove sta lei, dà ad intendere, che lei, le ferie estive, le fa come tutti quanti. Abbassa le tapparelle, si muove con circospezione dentro casa, tiene il volume della TV basso, basso, oppure usa le cuffie, adesso che è anche un po’ sordastra, così finge di essere partita come tanti altri.
COME E' UMANO LEI! K2_UNPUBLISHED
Non esiste notte tanto lunga che impedisca al sole di risorgere, afferma un anonimo. E certamente è vero; o almeno, è quanto ci dice l’esperienza. Però è altrettanto indubbio, così mi pare, che stiamo precipitando in una notte della quale è molto difficile stabilire a priori la durata. Nonno Battista, classe 1988, raccontava di come un suo compagno di lavoro, in gioventù, fosse stato licenziato in tronco, soltanto perché ebbe l’improntitudine di guardare l’orologio.








