Piergiorgio Bortolotti
Scrivo per passione, con la segreta speranza di donare qualche momento piacevole o interessante a chi mi legge.
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Schiaffi insistenti

La cronaca ci rimanda di continuo accadimenti che sono come tante pietre di inciampo per chi le voglia vedere, soffermarsi a riflettere e decidere da quale parte stare. Sono del parere che il mondo potrà cambiare in meglio solo quando ciascuno di noi saprà sentire, come scriveva José Martì, sulla propria guancia lo schiaffo dato sulla guancia di un altro uomo.

VITA!

È un grido di speranza

nel buio di giorni cattivi

quel vostro resistere

schiacciati dalle macerie

che vi hanno sepolto.

Nei vostri occhi impauriti

ha ripreso a brillare la luce

promessa, speriamo,

di giorni migliori.

La vita, più forte della morte,

ha urlato con la vostra voce

bambina.

Io canto con voi

patrimonio di umanità.

(13 febbraio 2023 notizia del salvataggio di bambini e neonati dopo più di 100 ore dal terremoto in Turchia e Siria)

STECCATO DI CUTRO

Se proprio dovete

non piangete per noi,

morti affogati a un passo

dall’essere salvi.

Piangete per voi:

per la vostra coscienza

estinta, smorzata,

incapace di scuotervi

ed essere umani

Piangete sul vostro essere

morti.

 

(26 febbraio naufragio di migranti sulle coste Calabresi)

TRAGEDIA DI MOSTIZZOLO

Sono tanti i perché che risalgono

dal fondo dove siete precipitati.

O forse ce n’è solo uno sospeso nel vuoto:

quello che hai lasciato dietro te,

quello che c’era dentro di te,

quello che non abbiamo saputo capire.

Cadendo dall’alto io immagino

abbia stretto al tuo cuore tuo figlio;

come fa ogni madre,

per proteggerlo dall’urto giù in basso.

Forse lui ti ha sorriso pensando fosse un gioco

e ti ha stretta avvinghiandosi a te timoroso.

Forse allora negli occhi del tuo bimbo

hai colto lo sguardo di quel Dio fatto Uomo

a cui è legato il tuo nome:  vera eikon (vera immagine)

ed hai chiesto in un sussurro perdono.

 

 

(Tragedia di Mostizzolo, val di Non, con morte di Veronica e suo figlio Riccardo precipitati dal ponte nella notte tra il 20 e il 21 maggio 2023)

INFANZIA DEVASTATA

Non si annientano gli aquiloni

che si levano in volo nel cielo

della VITA.

È blasfemo solo concepirlo.

 

 

 

 

(8 giugno 2023 Ferimento di quattro bambini e un adulto a Annecy in Francia)

DOLORE INASCOLTATO

Europa/Occidente

Utopia di speranze negate

e affogate

in un braccio di mare

eretto a fossato

di Fortezza morente.

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A FREDERICH

Invece che carezze rivolte a lenire

un antico e smisurato

dolore

di chi è costretto a fuggire

in cerca di un abbraccio

capace di riconoscere in ogni uomo

un fratello,

sei incappato nella ferocia

assassina

di chi – incosciente?

svagato? o stolto soltanto? –

s’è annichilito

procurandoti morte.

Noi, basiti davanti a tanta

disumana ferocia,

osiamo, sottovoce, domandarti

perdono.

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Pianto di madri

Come piangono le madri

ucraine?

E quelle russe?

Piangono come

le yemenite,

le afghane

le sudanesi

le iraniane

le etiopi

le congolesi

le haitiane

le armene

le…

Piangono come tutte le madri

del mondo:

un pianto inconsolabile

un pianto senza fine.

MINACCE NUCLEARI

Si ritengono i padroni

del mondo

non si curano del destino

dei viventi

nel cuore alloggiano

disegni di morte

si trastullano con minacce

reciproche

e, sfidando la sorte,

scommettono su chi spara

per primo.

Rimarrà soltanto un deserto

con nessuno a poter raccontare

l’accaduto.

NEGEV OCCIDENTALE

Sanguina sempre,

sanguina ancora,

la tua terra natale

Nazareno.

In nome di dio si ruba

la terra,

la dignità

il futuro sperato.

In nome di dio si uccide

si ammazzan innocenti

si stroncano vite

senza manifesta ragione

È un fratricidio che si rinnova

da tempi remoti

A quando l’avverarsi

della Parola profetica

di un popolo che più non alza

la spada contro un altro?

E quando gli uomini più

non si eserciteranno

nel farsi la guerra?

Ciò che rimane di umano,

nel mondo, soffre e piange

per così tanto dolore.

 

 

ANGELI

Strappati da violenza assassina

alla vita

in nome di un dio bestemmiato

e dalla volontà di sterminio

del nemico,

vaghiamo in un cielo,

ora vuoto,

dal quale anche Dio

è esiliato

ed in pianto.

AL-AHLI ARABI BAPTIST HOSPITAL

Che m’importa sapere chi ha sparato?

Sono morti innocenti già feriti

scacciati,

scioccati,

sconvolti.

Sono morti chi li curava,

li accoglieva,

chi aveva conservato PIETÀ

in un mondo ributtante

dilaniato da odio e violenza,

nel quale custodire umanità

è l’unico antidoto

alla guerra che è criminale.

DIO DEI PERDENTI

Sei silente, Dio dei perdenti,

dei morti trucidati durante la festa

dentro casa, nel letto.

Sei silente Dio dei perdenti

massacrati dal cielo, da terra, dal mare

per vendetta.

Sei silente Dio dei perdenti

invocato, pregato, celebrato

con nomi e in lingue diverse 

intese ad arruolarti su fronti

contrapposti.

Sei silente Dio dei perdenti,

dei bambini innocenti – oh i bambini! -

gli unici ancora in grado di udire

la tua voce,

ma impediti dai “grandi” di parlare.

Sei silente Dio dei perdenti

dentro questo frastuono di voci

babeliche incapaci di dialogare.

Sei silente perché puoi solo una cosa:

muovere noi ad osare la Pace.

E noi, oggi, forse somigliamo

agli sparuti rondoni che intrecciano voli

qui, attorno a casa.

Non sanno che fare?

dove andare?

GAZA

Obbrobrio

vergogna

disonore

di noi che ci professiamo democratici

civili

difensori degli umani diritti…

Il silenzio assordante

di chi ci governa

di quanti potrebbero intervenire

a far cessare la mattanza

è cosa oscena;

è come fingere di non vedere…

Ci si limita a mormorare

qualche fiacco dissenso

premesso dal ripetuto

incessante

imposto distinguo:

Israele ha diritto di difendersi.

E i bambini di Gaza?

e le donne?

e i civili ammazzati ogni giorno?

Chi muore di stenti, di freddo, di fame

chi li difende?

È insopportabile così tanto dolore!

A Gaza l’umanità è naufragata.

TUTTI IRRESPONSABILI

I missili non sono intelligenti,

ma quanti li fabbricano si reputano

pensanti.

Di più, si credono brillanti.

Che quanto progettano

fabbricano

realizzano

possano uccidere innocenti

straziare carni,

cuori e menti…

forse neanche li sfiora

quale vago pensiero

della loro

mente.

Si giudicano innocenti:

il politico

il fisico,

l’ingegnere

l’operaio

il capitano che dà l’ordine

il soldato semplice che aziona

il meccanismo che innesca

il lancio di ciò che porta morte

a figli e famigliari

di altra gente.

Tutti irresponsabili si pensano…

La colpa di chi è?

Dei morti ammazzati:

sostavano dove non dovevano

stare…

I MORTI NON PARLANO PIÙ

Strana cosa

la guerra:

a parole la combattono

con roboanti dichiarazioni

ordinanze

decreti

capi seduti su troni

di cartapesta.

Sul campo guerreggiano

uomini destinati in silenzio

a morire.

I primi non sono silenti;

tra nemici ci si parla,

magari in segreto.

Si discorre di assetti

futuri.

Ci si scambian prigionieri…

(per rimandarli a battagliare?)

Solo i morti non parlano più

interrati in luoghi

diventati stranieri,

dominati da torti e ragioni

dissepolti.

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