In quel tempo, Gesù entrò di nuovo nella sinagoga. Vi era lì un uomo che aveva una mano paralizzata, e stavano a vedere se lo guariva in giorno di sabato, per accusarlo.
Egli disse all'uomo che aveva la mano paralizzata: «Àlzati, vieni qui in mezzo!». Poi domandò loro: «È lecito in giorno di sabato fare del bene o fare del male, salvare una vita o ucciderla?». Ma essi tacevano. E guardandoli tutt'intorno con indignazione, rattristato per la durezza dei loro cuori, disse all'uomo: «Tendi la mano!». Egli la tese e la sua mano fu guarita.
E i farisei uscirono subito con gli erodiani e tennero consiglio contro di lui per farlo morire.
Ogni volta che qualcuno agisce mosso dal desiderio di portare sollievo a chi è schiacciato dalla prepotenza , sia essa di carattere religioso, politico, economico, ecco sorgere immediatamente i difensori del disordine costituito, pronti a criticare, ammonire e, se del caso, intervenire per far rientrare nei ranghi i "disobbedienti" che si permettono di affermare la superiorità dell'uomo, del suo bene, su ogni altra considerazione. Anche oggi i difensori del "sabato" non esitano a tendere agguati, accusare , diffamare ed eventualmente anche a perseguitare quanti non smettono di lottare per difendere la dignità di ogni persona in ogni circostanza, senza escludere dal loro abbraccio solidale e affettuoso gli scartati di ogni colore, credo o popolo di appartenenza. Quanti seguono le orme di Cristo non sono dei Don Chisciotte, anche se possono apparire tali agli occhi del mondo, ma profeti e agenti di futuro perché il sogno di Dio, di una comunità di fratelli, si avvererà nonostante le tante resistenze umane.








