In quel tempo, Gesù, chiamata di nuovo la folla, diceva loro: «Ascoltatemi tutti e comprendete bene! Non c'è nulla fuori dell'uomo che, entrando in lui, possa renderlo impuro. Ma sono le cose che escono dall'uomo a renderlo impuro».
Quando entrò in una casa, lontano dalla folla, i suoi discepoli lo interrogavano sulla parabola. E disse loro: «Così neanche voi siete capaci di comprendere? Non capite che tutto ciò che entra nell'uomo dal di fuori non può renderlo impuro, perché non gli entra nel cuore ma nel ventre e va nella fogna?». Così rendeva puri tutti gli alimenti.
E diceva: «Ciò che esce dall'uomo è quello che rende impuro l'uomo. Dal di dentro infatti, cioè dal cuore degli uomini, escono i propositi di male: impurità, furti, omicidi, adultèri, avidità, malvagità, inganno, dissolutezza, invidia, calunnia, superbia, stoltezza. Tutte queste cose cattive vengono fuori dall'interno e rendono impuro l'uomo».
I discepoli lo interrogarono sulla parabola, dice il testo evangelico di oggi, ma quale parabola? Come è possibile che abbiano scambiato per una parabola quella che era una affermazione così chiara riguardo a ciò che rende o non rende impuro l'uomo? Questo accade quando, e in questo non siamo dissimili dai discepoli di allora, non si presta attenzione alle parole che vengono dette e al loro senso profondo, ma le si filtra attraverso le nostre precomprensioni. Non illudiamoci di essere esenti dal cadere in simili abbagli. Non è forse vero che anche noi sovente ci siamo costruiti una spiritualità e una religiosità debitrici da quanto appreso magari nell'infanzia e coltivato per tradizione, senza concederci tempo e spazio per crescere alla luce della Parola? Il Signore, attraverso la sua parola, ci offre la possibilità di diventare adulti nella fede, ma per diventarlo dobbiamo liberarci da tutti quei lacci e lacciuoli che ci mantengono in uno stato infantile. Diventare adulti nella fede significa lasciarsi trasformare dalla conoscenza, dallo studio, dalla ruminazione della Parola e questo costa fatica e impegno, ma ci dona la libertà dei figli di Dio, che è quanto siamo chiamati a perseguire.








