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14 mag 2026
PIAZZE DI SPACCIO
Scritto da Piergiorgio |
Letto 33 volte | Pubblicato in Il mio blog
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Ne sentiamo parlare piuttosto di frequente e alle volte ne siamo anche a conoscenza, sapendo in quali luoghi delle nostre città sono soliti incontrarsi consumatori e pusher.

Tuttavia, quelle che ci vengono mostrate in TV o di cui parlano i giornali raccontando fatti di cronaca cittadina non è detto che siano anche le più rinomate, quelle che offrono i guadagni maggiori a chi vende l'illusoria prestazione dei vari stupefacenti. Sappiamo bene, non è necessario essere degli Sherlock Holmes per intuirlo, che il consumo annovera migliaia di insospettabili e coinvolge ambienti che con la piazza, i vicoli malfamati e i luoghi della marginalità non hanno nulla a che fare. Certamente, l'uso e l'abuso di stupefacenti è un' emergenza sociale, ma forse la domanda che ci si pone meno frequentemente è cosa spinge le persone a farne uso e perché, tra i consumatori, ci siano così tante persone apparentemente senza problemi, appartenenti a classi sociali le più diverse e benestanti. Il focus, nella narrazione giornalistica, è prevalentemente concentrato sulla marginalità sociale e i suoi correlati. Accade la stessa cosa per ben altre piazze di spaccio, forse più pericolose, per tanti aspetti, delle prime, altrettanto diffuse, intrusive e, per quanto veicolano, anche più letali. Mi riferisco a tutte quelle condotte dei vari centri di potere, finanziario, economico e politico, volte a sostenere e giustificare scelte profondamente ingiuste, discriminatorie e chiaramente intollerabili, spacciandole come necessarie per portare a soluzione problemi reali, ma che sono originati proprio dalle loro scelte, che però camuffano come dipendenti da altri soggetti. Funziona come a scarica barile: chi sta in cima alla piramide attribuisce la colpa del malfunzionamento della società a chi sta un gradino più in basso; questo a sua volta lo assegna a chi sta sotto di lui e giù, giù fino a coloro che, privi di diritti e opportunità di vita, sono indicati quali capri espiatori. Ci sono coloro che vivono in una sorta di empireo di super-ricchi e la massa di quanti, a livelli diversi, in una sorta di piramide a gradoni, beneficiano della ricchezza smisurata dei primi in proporzione a quanto più si scende in basso. La cosa tragica è che una gran parte di quanti costituiscono la massa, per interesse, convenienza, paura e quant'altro, finiscono per dare credito a chi sta in alto, a quanto affermano, comandano e impongono, contribuendo a perpetuare lo status quo: vale a dire, un sistema iniquo. Ne sono segni eloquenti, tra i tanti: il silenzio dei nostri governanti, sia a livello nazionale che europeo, per la trasgressione del diritto internazionale da parte di USA e Israele per le guerre in corso e il genocidio nei confronti dei palestinesi. Lo è la politica di chiusura, l'innalzamento di muri e barriere nei confronti di migranti e richiedenti asilo; lo è la gestione della sicurezza tramite l'inasprimento delle pene e l'ampliamento della tipologia di reati che comportano la reclusione ; lo sono le politiche per il lavoro inconcludenti e la mancanza di un piano casa capace di rispondere ai tanti bisogni di abitazioni accessibili a prezzi calmierati. Lo è la sanità che va peggiorando e privatizzandosi, per non parlare della scuola che, se funziona ancora, è per l'impegno di chi ci lavora e via elencando. Ma ci sono ancora tanti, troppi cittadini che sono del parere che la colpa di tutto ciò che non va sia riconducibile al fenomeno migratorio e ai poveri, gli ultimi, gli scartati.

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