In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Se il tuo fratello commetterà una colpa contro di te, va’ e ammoniscilo fra te e lui solo;
se ti ascolterà, avrai guadagnato il tuo fratello; se non ascolterà, prendi ancora con te una o due persone, perché ogni cosa sia risolta sulla parola di due o tre testimoni. Se poi non ascolterà costoro, dillo alla comunità; e se non ascolterà neanche la comunità, sia per te come il pagano e il pubblicano. In verità io vi dico: tutto quello che legherete sulla terra sarà legato in cielo, e tutto quello che scioglierete sulla terra sarà sciolto in cielo. In verità io vi dico ancora: se due di voi sulla terra si metteranno d’accordo per chiedere qualunque cosa, il Padre mio che è nei cieli gliela concederà. Perché dove sono due o tre riuniti nel mio nome, lì sono io in mezzo a loro».
Una regola pratica di come dovrebbero essere i rapporti tra fratelli nella fede, da parte di non poche persone, a iniziare dalla gerarchia nel corso del tempo, è stata intesa, e forse lo è ancora, come una modalità non già di recuperare alla fraternità, alla comunione chi sbaglia, ma come modalità per sbarazzarsene; per estromettere e scomunicare. Correggere qualcuno è un compito delicato che deve sempre avere di mira la vita della persona, la sua maturazione, la sua crescita. Ecco che allora può ben iniziare dal confronto personale che non mira a umiliare, ma a ridare motivazione, speranza. Se non basta l'intervento personale, può rendersi necessario quello di più persone, sempre con lo stesso spirito e perfino dell' intera comunità. Ma ci deve essere una vera comunità, altrimenti parliamo di nuvole. Nel caso poi che neppure questi interventi bastassero, allora serve amare un amore a fondo perduto. Tra fratelli, infatti, per potersi considerare tali, l'amore non può non essere reciproco: un dare e avere, per capirci. Se questo amore, per le ragioni più diverse, non fosse più possibile e gli interventi per riaccenderlo, rivitalizzarlo fossero infruttuosi (questo il senso delle correzioni), allora il fratello lo si considererà come un pagano o un pubblicano, cioè una persona da amare senza attendersi il contraccambio. L'amore vero sa sciogliere ogni nodo, e la preghiera in comune è un mezzo potente per farlo.