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Ultima modifica Mercoledì 16 Novembre 2022 06:37
16 nov 2022
Paura del bene Lc 19,11-28
Scritto da Piergiorgio |
Letto 873 volte | Pubblicato in Sulla tua parola
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11Mentre essi stavano ad ascoltare queste cose, disse ancora una parabola, perché era vicino a Gerusalemme ed essi pensavano che il regno di Dio dovesse manifestarsi da un momento all'altro.

 12Disse dunque: "Un uomo di nobile famiglia partì per un paese lontano, per ricevere il titolo di re e poi ritornare. 13Chiamati dieci dei suoi servi, consegnò loro dieci monete d'oro, dicendo: "Fatele fruttare fino al mio ritorno". 14Ma i suoi cittadini lo odiavano e mandarono dietro di lui una delegazione a dire: "Non vogliamo che costui venga a regnare su di noi". 15Dopo aver ricevuto il titolo di re, egli ritornò e fece chiamare quei servi a cui aveva consegnato il denaro, per sapere quanto ciascuno avesse guadagnato. 16Si presentò il primo e disse: "Signore, la tua moneta d'oro ne ha fruttate dieci". 17Gli disse: "Bene, servo buono! Poiché ti sei mostrato fedele nel poco, ricevi il potere sopra dieci città". 18Poi si presentò il secondo e disse: "Signore, la tua moneta d'oro ne ha fruttate cinque". 19Anche a questo disse: "Tu pure sarai a capo di cinque città". 20Venne poi anche un altro e disse: "Signore, ecco la tua moneta d'oro, che ho tenuto nascosta in un fazzoletto; 21avevo paura di te, che sei un uomo severo: prendi quello che non hai messo in deposito e mieti quello che non hai seminato". 22Gli rispose: "Dalle tue stesse parole ti giudico, servo malvagio! Sapevi che sono un uomo severo, che prendo quello che non ho messo in deposito e mieto quello che non ho seminato: 23perché allora non hai consegnato il mio denaro a una banca? Al mio ritorno l'avrei riscosso con gli interessi". 24Disse poi ai presenti: "Toglietegli la moneta d'oro e datela a colui che ne ha dieci". 25Gli risposero: "Signore, ne ha già dieci!". 26"Io vi dico: A chi ha, sarà dato; invece a chi non ha, sarà tolto anche quello che ha. 27E quei miei nemici, che non volevano che io diventassi loro re, conduceteli qui e uccideteli davanti a me"".
28Dette queste cose, Gesù camminava davanti a tutti salendo verso Gerusalemme.

Anche a noi oggi è dato di scegliere cosa vogliamo fare: essere seguaci di Gesù oppure suoi avversari. Non si tratta di scegliere se dirci o meno cristiani, portare segni religiosi che ci distinguono dagli altri, oppure partecipare, assistere a cerimonie religiose o meno, piuttosto scegliere di produrre, attraverso il servizio ai fratelli, il bene che fa crescere comunità che si distinguono perché vivono i valori del Regno. A ciascuno di noi sono dati dei doni, intelligenza, competenze, capacità, sapienza, beni materiali di cui possiamo usare per creare fraternità tra gli uomini, oppure trattenere per noi. Nel primo caso saremmo come i servi che hanno fatto fruttare le monete ricevute, nel secondo caso somiglieremmo al servo pauroso e indolente che, trattenendo per sé quanto ricevuto, mostra di avere una immagine di Dio da schiavo. Il Padre ci offre vita perché possiamo a nostra volta offrire vita agli altri. Se anziché donarla la tratteniamo, ci svuotiamo di ogni energia e anche se all’apparenza sembriamo vivi, dentro in realtà siamo morti.

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