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LA STORIA RIFIUTATA

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LA STORIA RIFIUTATA
Scritto da Piergiorgio |
Letto 52 volte | Pubblicato in Il mio blog
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Viviamo in un cambiamento d'epoca, come ebbe a dire Papa Francesco, a sottolineare quanto profondi e irreversibili fossero i mutamenti in atto, ma anche per richiamare la responsabilità che grava su tutti,

in primis sui decisori politici, per sapervi fare fronte con intelligenza e lungimiranza, elementi di cui sembrano prive, soprattutto , le classi dirigenti nazionali ed europee. Uno degli esempi più lampanti, ma non è il solo, che certificano l'inadeguatezza di costoro, ci è fornito dal volto feroce con cui l'Europa intende regolamentare ed espellere i migranti. Il fenomeno migratorio, naturalmente, porta con sé problematiche nuove rispetto al passato, che richiedono risposte adeguate nel segno di un' accoglienza dignitosa, del rispetto della dignità delle persone, di percorsi virtuosi di integrazione e riconoscimento delle diversità e delle alterità. Che la presenza numerosa di persone di fedi, costumi e lingue diverse possa suscitare timore è nell'ordine delle cose umane e nasce dalla mancanza di conoscenza e dalla oggettiva difficoltà di relazionarsi con chi avvertiamo "diverso" da noi. Per questo serve operare sulla reciproca conoscenza, sulla frequentazione tra persone e sull’ascolto reciproco. Tutti, dall'incontro con "l'altro", hanno da imparare: noi da loro e loro da noi. Purtroppo ci sono troppe persone tra di noi che sono dell'avviso di non aver nulla da imparare dagli altri, che si sentono dispensatori di verità apodittiche in ogni campo, che ritengono i nuovi giunti, ma anche chi soggiorna da noi da anni, corpi estranei, inferiori che devono soltanto attenersi alle regole imposte da noi, modificabili a nostro piacimento secondo necessità. Per costoro, la diversità non è ricchezza ma minaccia e ogni fatto di cronaca che abbia come protagonista un immigrato, sia esso regolare o irregolare, è motivo e pretesto per gridare all'invasione, al pericolo di sostituzione etnica e, nel caso dei musulmani, alla volontà di islamizzazione dell'Italia e dell'Europa. Che gente di poca cultura, avanti con l'età o che vive nella precarietà lavorativa, economica e abitativa, possa sentirsi in pericolo lo posso anche capire ; ciò che non è accettabile e va denunciato con forza sono quanti su queste paure speculano politicamente per averne un ritorno di carattere elettorale. La cosa che indigna profondamente è che sia il Parlamento europeo sia il Consiglio a fare propria la proposta della Commissione di marzo dello scorso anno di creare un sistema comune di rimpatri con procedure più rapide, semplici ed efficaci nel segno di una politica dell'immigrazione che somiglia a quella tanto deprecata (a parole) introdotta da Trump in America e che trova un suo riscontro oggettivo e ideale nel centro di espulsione realizzato in Albania da parte dell'Italia. Insomma, l'Europa che si autocelebra come la patria dei diritti si rivela sempre più con la faccia feroce di chi, per tacitare porzioni di popolazione scontenta, spinge a identificare nei migranti il capro espiatorio di tutto ciò che non va, riconfermandosi contagiata dallo spirito coloniale e razzista. Per contro, ma sempre animata dallo stesso spirito di superiorità, non ha alcuno scrupolo a perseguire obiettivi, questi sì di morte, attraverso la corsa al riarmo che divora ingenti somme di denaro, che potrebbero essere molto più utilmente utilizzate per far fronte ai veri bisogni della gente, sempre più deprivata in ambito sanitario, scolastico, lavorativo e abitativo, e per, appunto, permettere di coesistere tra diversi, senza sentirsi nemici. C'è una cosa che sfugge a molte persone: quando si costruiscono muri, barriere, recinti con l'intenzione di escludere qualcuno, non ci si avvede che ci si imprigiona. Negare la storia per esorcizzare la paura, vera o presunta che sia, anche se può apparire accattivante, non porta nessuna soluzione.

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