Share to Facebook Share to Twitter Share to Linkedin 

Articoli più letti

02-05-2009

NON RIESCO A RASSEGNARMI

Miguel, è un nome che suona dolce come un claves. E tu eri una persona...

03-05-2009

SOLTANTO BARBARIE

  Cara Delara Darabi, io non so se tu eri colpevole come ti sare...

18-05-2009

ERA SOLTANTO UN SOGNO

Il barcone veleggiava, sì fa per dire, verso le coste africa...

06-06-2009

LO SPORT PREFERITO

Ci vuole un genio per fare le vere domande- diceva Oscar Wilde- e non ...

20 mar 2025
LA PRIMAVERA DEI CUORI: promuovere la pace in un mondo in conflitto
Scritto da Piergiorgio |
Letto 130 volte | Pubblicato in Il mio blog
Dimensione carattere Riduci grandezza carattere incrementa grandezza carattere
Valuta questo articolo
(0 voti)

La natura ricomincia il suo risveglio primaverile. Lo annunciano le prime gemme che timidamente spuntano sugli alberi, i fiori in altre piante, l’erba che rinverdisce e i trilli degli uccelli all’alba.

È un annuncio di vita, di rinascita. Soltanto noi umani, noi che ci riteniamo i più evoluti e intelligenti tra gli animali, guardando attorno e anche guadandosi dentro tante volte, sembra che non riusciamo a scrollarci di dosso il lungo sonno dell’inverno della ragione. Sì, perché cresce la temperatura della violenza verbale, delle incomprensioni tra le persone e, tra i governanti, la convinzione che pace la si possa promuovere ricorrendo alla guerra. Siamo sommersi da proclami, dibattiti, articoli di giornale volti a convincerci della necessità di armarsi sempre più e sempre meglio del nemico attuale o futuro, reale o immaginario che sia. Siamo ancora al vecchio e stramaledetto si vis pacem para bellum. Le tragedie del passato e il pericolo incombente di possibili tragedie mai prima sperimentate, quali il ricorso all’arma nucleare, pare non abbiano insegnato alcunché né reso più saggi i reggitori dei popoli. Eppure sappiamo bene che alla base di ogni guerra, sfrondata da ogni retorica e giustificazione di comodo stanno solo due cose: il desiderio di potere e le ricchezze materiali o di altro genere. Non c’è nessun altra ragione per fare ricorso alla guerra e il prepararsi attraverso la rincorsa ad armamenti sempre più sofisticati e micidiali a possibili paventati conflitti è già ritenere che non esistano altri modi per risolvere contenziosi di qualunque genere. Non si crede e non ci si attrezza alla gestione nonviolenta di conflitti che possono insorgere. Si dà per scontato che gli altri – il nemico – sia comunque mosso da volontà malvagia e pertanto affrontabile soltanto con le armi. Per sostenerlo si fa ricorso ad avvenimenti del passato e nel frattempo si demoliscono luciferinamente tutti quei sistemi a carattere sovranazionale pensati appositamente per dirimere controversie e conflitti che possono insorgere. È risaputo che quando scoppia una guerra a deciderla sono poche persone, che a farla sono altre persone e a sopportarne i costi in termini umani e materiali sovente civili che neanche combattono. Eppure tutto questo è ritenuto del tutto normale, mentre pagare il prezzo di una resistenza non armata appare ai più impraticabile e non foriera di risultati apprezzabili. Siamo davvero dei coglioni a pensarla così e doppiamente ingenui, facilmente manipolabili da chi, per le ragioni più diverse ha interesse a continuare a farci credere che ammazzandoci a vicenda avremo modo di ristabilire la giustizia e la … Pace. Ovunque nel mondo, anche negli attuali paesi in guerra, esistono movimenti, aggregazioni di persone e singole persone che non hanno rinunciato a credere che la guerra sia cosa oscena e che si battono per promuovere la pace e la riconciliazione tra le persone oggi in conflitto. Sono minoranze delle quali nemmeno si sente parlare, così come degli obiettori che affrontano il carcere o anche punizioni peggiori per non arruolarsi. Sono come i prodromi di primavera di cui abbiamo parlato all’inizio. Sono visibili soltanto a quanti coltivano nel cuore il sogno di Isaia e hanno occhi limpidi per credere che davvero sia possibile “forgiare le spade in vomeri, le lance in falci; non alzare più la spada di un popolo contro un altro popolo, e non esercitarsi più nell'arte della guerra”. Per renderlo possibile questo unico sogno capace di renderci davvero umani, bisogna crederci e operare fattivamente per realizzarlo.

Contatti

Da:
Oggetto:
Nome:
Messaggio:
Please enter the following
 Help us prevent SPAM!

Accesso riservato

Copyright & Credits

I contenuti di questo sito non possono essere riprodotti, copiati, manipolati, pubblicati, trasferiti o caricati, con nessun mezzo, senza il consenso scritto dell'autore.

E' vietata l'utilizzazione, anche parziale, sia per scopi commerciali che no profit.

Chi avesse interesse ad usufruire di contenuti di questo sito è pregato di contattarmi.


Contatore visite

1843740
OggiOggi198
IeriIeri782
Questa settimanaQuesta settimana3024
Questo meseQuesto mese2576
TuttiTutti1843740