
Lo scorrere dei giorni, il passare degli anni e delle stagioni, concorre a comporre la sinfonia della nostra vita. Qualche volta vestiamo i panni di direttore d’orchestra; qualche altra, somigliamo a un unico strumento e, altre ancora, ci ritroviamo spettatori.
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Ricevi le notifiche via email quando un nuovo intervento viene aggiunto in questa categoria.M’inebria profumo di tiglio,
stasera: intenso, quasi violento.
L’aria, non più immota,
mi accarezza leggera la pelle
Rosseggia il sole all’orizzonte,
ormai giunto al tramonto,
con bagliori di fuoco.
Disegna di nero
i contorni dei colli;
come schizzi di artista
affrettato,
mentre in cielo si addensano nubi
ferrigne,
che si apprestano a un pianto
dirotto.
Notte ammaliante,
favola che torna a narrarsi,
dentro l’oscurità che mi avvolge,
come abbraccio cercato
troppo a lungo.
La volta del cielo ha miriadi di occhi
stasera;
guardano stupiti la terra.
E poi osservano incuriositi
questa scaglia di niente; perdonabile,
che son io.
Il soffitto del mondo ora lacrima
lassù,
in alto:
sono scintille di gioia
che attraversano l’aria immota,
disperdendosi tutt’attorno.
Cerchi silenziosi di vuoto
mi cadono addosso dall’alto,
e si frangono,
prima ancora di toccar suolo.
Una musica erompe da dentro:
suono d’archi leggeri.
Sussurra, fluttua danzando,
come nebbia al mattino
Chiudo gli occhi.
Assaporo la Pace.
Dal velato nembo
lassù in alto,
piovono sottili, finissime lacrime,
e grondano, con le voci del mondo,
sulle foglie grigioverdi, color ruggine,
dei platani lungo il viale.
Inzuppano ombrelli, frettolosi passanti,
si adagiano leggere
sull’erba che par
morta.
Corrono, saltellano, allegre
sull’asfalto,
giocano a rimpiattino,
tra ruote un po’villane.
Rimandano all’orecchio
l’eco di mille voci:
alcune sono roche, altre addolorate;
qualcuna un poco garrula, altra è
stralunata.
È pianto del mondo intero,
di uomini sfiduciati;
di giorni faticosi,
di orizzonti negati,
… futuro che pare rapito, di grande
inumanità.
Un bimbo gioca pestando
l’acqua nella pozzanghera;
schizza chi gli sta attorno,
poi,
sorridendo felice, interroga con il suo sguardo:
Non vedete il sole nascosto?
E neppure l’arcobaleno?
L’uno e l’altro, sono dentro
di me.